Contenuti per adulti
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Lo staff declina ogni responsabilità nei confronti di coloro che si potrebbero sentire offesi o la cui sensibilità potrebbe essere urtata.
1- La colpa e la presunzione.
Teo misurava tutto:
Le porte, i quadri, le persone.
"Troppo basso quel soffitto per le mie idee, troppo stretta quella strada per il mio passo"
Parlava sempre dall’alto, anche quando era seduto.
Un giorno, davanti allo specchio, si misurò l’anima: "Infinita"
e lo scrisse sul vetro col dito.
Quella notte lo presero, nessun processo, solo un giudice senza volto con un metro da muratore.
"Se sei infinito, il mondo è piccolo per te.
Dunque, vediamo se sei grande quanto credi"
2- Il luogo e la punizione.
Lo chiusero in una nicchia di pietra sotto la casetta dell’orologio.
Misure interne:
178 cm x 44 cm x 40 cm.
178 cm la sua altezza esatta, con le scarpe,
44 cm la larghezza delle sue spalle.
Se respira, la pietra gli conta le costole.
40 cm dal petto al soffitto, non può gonfiarsi d’orgoglio, non c’è spazio.
Le pareti non sono fredde, sono indifferenti.
Hanno la forma esatta della sua schiena curva quando mente.
Il pavimento ha l’impronta dei suoi piedi, come se fosse sempre stato lì ad aspettarlo.
3- La tortura psicologica .
Qui dentro Teo non muore.
Ma peggio, perché lui, inizia a vedersi per ciò che è.
Non può alzarsi per sentirsi superiore, il soffitto gli preme sulla fronte, ogni volta che prova a pensare in grande.
Non può allargare le braccia per abbracciare il mondo, le pareti gli ricordano:
"Sei largo 44 cm neanche uno di più"
Non può fuggire con la mente, l’eco della sua voce torna indietro dopo 178 cm esatti.
Finisce, dove finisce lui.
La prima settimana urlava:
"Io valgo di più"
La pietra non rispondeva, rispondeva la sua misura.
La seconda settimana smise e capì che la presunzione ha una lunghezza precisa e la sua, era 178 cm.
4- La verità della punizione.
Non è il buio, non è la fame, ma
è lo specchio senza vetro.
Fuori lui si vedeva gigante, perché sceglieva da che altezza guardare.
Qui dentro, il luogo lo guarda da tutte le altezze e sono tutte uguali.
E ogni centimetro dice:
"Eri solo questo, hai occupato solo questo spazio, il resto era vento"
5-La fine.
Teo non chiede più di uscire,
chiedere è un gesto grande e qui dentro, i gesti grandi non passano.
Ora conta i respiri:
40 respiri, poi pausa, 40 cm poi il soffitto.
Ha capito la sentenza:
La presunzione non viene tagliata, viene misurata.
E quando ti misurano, scopri che l’infinito stava solo nella tua voce, non nel tuo corpo.
Sopra, la gente passa e guarda la casetta dell'orologio.
Nessuno sa che dentro, c’è una persona piegata a misura d’uomo.
E la pietra aspetta, ma non altri peccatori, aspetta il prossimo che si misura l’anima e vi trova la sua cupa illusione:
Credersi l'infinito.